Wednesday, October 1, 2025

CANI NON COMMESTIBILI

 


Capitolo I

 

Una foto di scuola

 

 

A partire da una foto di classe in bianconero, ho pensato a dove erano andati a finire i ragazzini che erano stati a scuola con me alle elementari o anche oltre. Un arduo interrogativo tra i tanti che ci si potesse mettere a cercare in qualche modo di risolvere, ma un po’ più antropologico di altri, uno studio forse quasi statistico sul senso della vite e non della vita.

Come se fosse proprio una vite che gira per conficcarsi sempre di più nel legno, metaforicamente spinta da un cacciavitone cosmico, quindi un senso non tanto filosofico, ma quasi fisiologico, di un’umana esistenza. Comprendere la vite degli altri mi serviva per capire meglio la mia e il legno in cui mi si conficcava, volente o nolente, con più o meno entusiasmo, un giro in avanti e due all’indietro.

Thursday, April 3, 2025

MUSICA DAL VENTRE DELLA BALENA

 



L’uomo si identifica con il ruolo che è costretto a vivere: padre, figlio, padrone, operaio, dirigente, impiegato, intellettuale, guru, furbo, tonto, forte, debole, ecc. Per ognuno di questi ruoli esistono comportamenti sociali, abbigliamenti, modi di pensare e di esprimersi cui ciascuno si adegua inconsapevolmente.

E quindi non siamo mai individui autentici, ma veri e propri imitatori: imitiamo modelli e stereotipi prodotti dalla società in cui viviamo. Persino nei comportamenti più intimi recitiamo in realtà dei ruoli precostituiti. L’inquinamento della nostra mente è troppo esteso. Bisogna imparare a dire la verità, ma per dire la verità, bisogna essere diventati capaci di conoscere che cos’è la verità e che cos’è la menzogna, soprattutto in sé stessi.

                         

              Georges Ivanovič Gurdjieff



Adailton e Odair

 Adailton detto Ada viveva nella favela Rocinha di Rio de Janeiro, faceva il camelô, cioè vendeva cose per strada, su un tappeto di velluto bordeaux, al quale era piuttosto affezionato e che cercava di tenere più pulito possibile, ma la polvere era troppa.

Rocinha era un quartiere della Zona Sud della città di Rio de Janeiro in Brasile. È ancora una della 700 favelas che fanno parte della città di Rio. In più è la favela più grande del mondo e conta oltre 150.000 abitanti ufficiali.

Ada stava cominciando alla non più verde età di cinquant’anni a soffrire di solitudine, sebbene avesse passato ogni giorno della sua vita in mezzo a un formicaio di persone. Da un poco di tempo aveva perso la voglia di vivere, e ne aveva sempre avuta poca. Ada non aveva amici, né una donna, nemmeno un cane, aveva solo una tartarughina: Ninja. Cioè Ninja era il suo nome e si ricordava di lei una volta al giorno, quando gli dava il mangime. Un povero animaletto inespressivo ma testardo, che insisteva caparbiamente nel sopravvivere e che, a volte, gli sembrava che gli assomigliasse, non solo fisicamente.

PRATICHE TEORIE (MA DIFFICILI DA DIMOSTRARE)

  Il matrimonio è una convenzione anzianotta e anacronistica, il mondo moderno, almeno quello occidentale, porta quasi fisiologicamente alla...